“Hacker pubblicano sul web documenti riservati sulla vicenda, tra cui un video

(di Redazione) Nuovi documenti segreti riguardo la storia dei tre camion pieni di armi appartenenti ai servizi segreti turchi e destinati ai jihadisti in Siria, sono ormai in Rete, e confermerebbero i sospetti sul fatto che Ankara non avrebbe giocato pulito nella guerra civile siriana. Secondo i documenti, infatti, nei camion sarebbero stati trovati missili, mortai e munizioni anti-aeree che, secondo il Comando Generale della Gendarmeria turca, autore delle relazione, “erano destinate all’organizzazione terroristica di al-Qaeda”

Quando il presidente Recep Tayyip Erdogan era ancora primo ministro, riguardo la questione aveva dichiarato: “non si possono fermare le autovetture dei servizi. Non è possibile perquisirli. Non hai l’autorità. Questi camion portavano comunque aiuti umanitari ai turkmeni”. Da allora, Erdogan e il suo governo, compreso il nuovo Primo Ministro Ahmet Davutoglu, hanno ripetuto in ogni occasione che i camion stavano portando assistenza alla comunità turkmena siriana. Il Pubblico ministero Aziz Takci, che aveva ordinato la perquisizione dei camion, è stato nel frattempo rimosso dal suo incarico e i 13 soldati coinvolti nella ricerca sono stati arrestati con l’accusa di spionaggio. Rischiano pene detentive fino a 20 anni.

Alcuni passaggi fondamentali della storia:

-Il 19 gennaio 2014, dopo aver ricevuto una soffiata che avvertiva di tre camion che portavano armi ed esplosivi ad al-Qaeda in Siria, il Comando Provinciale della Gendarmeria di Adana otteneva dei mandati di perquisizione.

-Il Procuratore di Adana chiedeva quindi la ricerca e il sequestro di tutte le prove.

– Le Forze di Sicurezza fermavano i camion ai caselli Ceyhan, dove il personale dei servizi segreti turchi cercava di impedire la perquisizione.

-Mentre i camion venivano scortati a Ceyhan, nella sede del Comando di Gendarmeria per una ricerca approfondita, il personale dei servizi che accompagnavano i mezzi in un veicolo Audi, bloccavano la strada per fermare i camion. Il personale dell’intelligence turca a questo punto “sequestra” le chiavi dei camion e ne segue un alterco tra Gendarmeria ed i Servizi.

-La Ricerca è stata videoregistrata, nonostante gli sforzi del governatore e del personale dell’Intelligence per evitarlo.

-Sei contenitori metallici sono stati trovati in tre camion. Nel primo contenitore, sono stati trovati 25-30 missili o razzi e 10-15 casse cariche di munizioni. Nel secondo contenitore, sono stati scoperti 20-25 missili o razzi, 20-25 casse di munizioni e di mortaio, munizioni anti-aeree in cinque o sei sacchi. Le scatole avevano scritte in alfabeto cirillico.

-È stato evidenziato come il personale dell’intelligence abbia denigrato i soldati della gendarmeria dicendo: “guardate quegli idioti. Sono alla ricerca di munizioni con pale e picconi. Lasciate che lo faccia qualcuno che sappia come farlo. I camion sono pieni di bombe che potrebbero esplodere”

-Il Governatore di Adana, Huseyin Avni Cos, quando è arrivato sulla scena ha dichiarato che “i camion si muovono agli ordini del primo ministro”.

La reazione di Ankara

Nonostante lo scandalo continui a lacerare il paese, il governo turco sembra aver optato per “l’oscuramento” della questione. Un tribunale di Adana ha vietato la pubblicazione di qualsiasi testo scritto, video o su siti web che segnali e commenti la questione dei camion e la perquisizione. In Turchia, tutti i contenuti on-line riguardo l’incidente sono stati quindi eliminati. Nel web, tuttavia, rimangono accessibili a chiunque.

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(di Redazione) Documenti segreti riguardo tre camion pieni di armi appartenenti a servizi segreti turchi e destinati ai jihadisti in Siria, sono ormai in Rete, e confermerebbero i sospetti sul fatto che Ankara non avrebbe giocato pulito nella guerra civile siriana