Dalla pagina allo schermo: la visione registica di Roberta Colombo e il reportage narrativo di Nino Orto diventano cinema grazie all’AI.
Il cortometraggio realizzato con l’intelligenza artificiale “AMAL” ha conquistato un importante traguardo internazionale, venendo selezionato tra i finalisti del BAIFF (Burano Artificial Intelligence Film Festival) 2026. Diretto da Roberta Colombo e prodotto da Next Video Trailer, il cortometraggio propone una toccante riflessione sulla memoria collettiva, sull’identità e sul coraggio necessario per affrancarsi dalla logica del conflitto perenne tra israeliani e palestinesi.
Per uno sguardo d’insieme sul progetto -incluso il trailer ufficiale, le biografie degli autori e le motivazioni profonde che hanno guidato il team-vi invitiamo a leggere il nostro primo approfondimento: “Un viaggio Interiore alla Ricerca di se Stessi. Con “AMAL” un Corto che racconta il Coraggio di Disobbedire al Conflitto”.
Un tocco umanistico nel cinema digitale
Ciò che distingue AMAL all’interno della selezione del Burano Artificial Intelligence Film Festival 2026 non è soltanto l’impiego della tecnologia, ma la sensibilità artistica che guida la macchina da presa. Sotto la regia visionaria di Colombo, il film supera il semplice esercizio di stile tecnologico per trasformare gli strumenti generativi in un autentico linguaggio poetico e umanistico che esplora le vicende umane dei personaggi e che li trasforma in archetipi universali.
Colombo affronta la materia con spiccata sensibilità e attenzione alle sfumature emotive, riuscendo a tradurre la prosa di Orto in suggestive metafore visive. Invece di ricorrere all’intelligenza artificiale come a una scorciatoia tecnica, la regista la impiega come il pennello di un pittore, dando corpo e forma ai drammi interiori, alla resilienza silenziosa e al desiderio di riscatto dei personaggi.
Una sceneggiatura originale, nata dalla creatività e dall’esperienza degli autori, ha trovato una nuova forma di espressione grazie alle tecnologie di intelligenza artificiale. È un esempio di come le nuove frontiere del cinema realizzato con l’IA non siano destinate a sostituire il cinema tradizionale , ma a collaborare con la creatività umana – che resta insostituibile – aprendo la strada a nuove forme di narrazione. Facendo sì che anche nel processo di AI Filmmaking sia sempre la mente umana a guidare ogni passaggio, soprattutto nella fase iniziale di progettazione e di prompting.

Dal reportage sul campo allo schermo
Al centro del corto AMAL c’è una storia tratta direttamente dal libro “Israele-Palestina. Voci di una terra contesa” edito da Lo Gisma del giornalista di guerra Nino Orto.
Il libro si colloca in uno spazio narrativo originale, sospeso tra il reportage sul campo e la fiction. Sebbene i protagonisti siano personaggi romanzati, le loro vicende si snodano all’interno di scenari reali, luoghi autentici e contesti storici meticolosamente documentati. Questa struttura ibrida permette di restituire la verità emotiva e umana del conflitto senza mai allontanarsi dal rigore dell’analisi giornalistica.
Lungi dal limitarsi a cedere i diritti del testo, Orto ha partecipato attivamente alla stesura della sceneggiatura, lavorando a stretto contatto con la produzione e la regista Roberta Colombo. Il suo contributo in prima persona ha garantito che il cortometraggio mantenesse intatti l’equilibrio espressivo e la complessità umana presenti nel libro.
L’autenticità che alimenta l’innovazione
Un passaggio fondamentale per la riuscita dell’opera è stato il lavoro di documentazione fornito dall’autore dietro le quinte. Il volume di Nino Orto fonde inchiesta sul campo e sensibilità narrativa per proporre una lettura intima e sfaccettata di una dei conflitti più complessi del mondo contemporaneo. Attingendo al proprio archivio e alle esperienze raccolte sul campo, l’autore ha messo a disposizione materiale di ricerca e riferimenti visivi accurati, consentendo al team di Next Video Trailer di ricostruire con grande fedeltà realistica le ambientazioni fisiche e culturali del racconto.
Legando la produzione generativa a dettagli storici e geografici autentici, Roberta Colombo e Nino Orto hanno creato un mondo visivo ricco e immersivo, dove il cammino del protagonista rispecchia la realtà vissuta di chi abita quelle terre.
E cosi che dall’incontro tra la ricerca documentaria e la sceneggiatura di Orto, la cifra stilistica di Roberta Colombo e la perizia tecnica di Next Video Trailer, nasce un cortometraggio capace di fare da ponte tra giornalismo narrativo e nuovo cinema digitale, spiegando allo spettatore sfumature difficili da cogliere nelle narrazioni polarizzate che contraddistinguono l’attuale contesto informativo intorno al conflitto israelo-palestinese.





