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Libia: lo Stato Islamico è una minaccia?

by Osservatorio
7 Gennaio 2025
in Osservatorio Jihad
Reading Time: 2 mins read
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In Libia lo Stato Islamico è solo un giocatore tra le numerose fazioni in guerra e si trova di fronte una forte resistenza da parte della popolazione, così come numerose difficoltà nel costruire e mantenere alleanze locali (di Redazione) Il tentativo da parte dello Stato islamico di espandere in Libia i territori sotto il proprio controllo è ostacolata dalla mancanza di combattenti e dal limitato sostegno locale a causa della percezione di “estraneità” che il gruppo ha rispetto alla popolazione. Ad affermarlo è un rapporto stilato da esperti dell’Onu e pubblicato qualche giorno fa.

Lo studio arriva in concomitanza con la paventata possibilità che, a seguito dei massicci bombardamenti alleati degli ultimi mesi in Siraq, la leadership dello Stato Islamico potesse trasferirsi nella roccaforte libica di Sirte.

Secondo il rapporto, se da una parte lo Stato islamico in Libia ha tra i 2.000 ed i 3.000 combattenti nei propri ranghi, è l’unico affiliato ad aver ricevuto il sostegno diretto dalla casa-madre del gruppo in Siraq, ed ha “chiaramente dimostrato” la sua intenzione di controllare più territori in Libia, dall’altra appare chiaro come sia “limitato nella sua capacità” di espandersi rapidamente.

Secondo diversi stati membri dell’Onu, “mentre lo Stato Islamico è in grado di perpetrare attacchi terroristici in qualsiasi parte della Libia, il suo numero limitato di combattenti non consente una rapida espansione territoriale”.

Lo studio afferma anche come “a differenza dell’Iraq e della Siria, la relativa omogeneità religiosa in Libia impedisce al gruppo di Baghdadi di approfittare delle divisioni confessionali e del malcontento popolare per aumentare rapidamente la propria base di reclutamento locale“.

La Libia è ormai da anni coinvolta in un conflitto tra governi rivali e differenti fazioni armate che hanno favorito un vuoto di potere che ha permesso allo Stato islamico di svilupparsi velocemente. Il gruppo, che ancora controlla ampie fasce di territorio in Siria e Iraq, secondo gli esperti Onu “vede ora la Libia come la sua migliore chance per espandere e rafforzare il Califfato”.

Secondo il rapporto sono già più di 800 i libici che combattono con lo Stato islamico in Libia ma che avevano già combattuto con il gruppo in Siria e in Iraq. Inoltre “la leadership siro-irachena continua ad inviare emissari con ordini, e anche se accade di rado, questo contraddistingue il gruppi di IS in Libia rispetto ad altri affiliati sparsi per il globo”

Ma non sono comunque tutte rose e fiori. Il gruppo di Baghdadi viene considerato come un outsider in Libia e “non è integrato nelle comunità locali così come non è riuscito ad ottenere il sostegno della popolazione“. Paradossalmente, ha però attratto numerosi combattenti stranieri, soprattutto da altre nazioni nordafricane.

“In Libia lo Stato Islamico è solo un giocatore tra le numerose fazioni in guerra, e si trova di fronte una forte resistenza da parte della popolazione, così come numerose difficoltà nel costruire e mantenere alleanze locali“. Questa la conclusione dello studio.

(di Redazione)Il tentativo da parte dello Stato islamico di espandere in Libia i territori sotto il proprio controllo è ostacolata dalla mancanza di combattenti e dal limitato sostegno locale a causa della percezione di “estraneità” che il gruppo ha rispetto alla popolazione. Ad affermarlo è un rapporto stilato da esperti dell’Onu e pubblicato qualche giorno fa.
Tags: Nino Orto
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