Ispirato al libro di Nino Orto “Israele-Palestina. Voci di una terra contesa” (LoGisma edizioni), il cortometraggio esplora il viaggio più radicale di tutti: quello verso l’identità, oltre il dogma del pregiudizio.
Cosa succede quando il bisogno di libertà supera la barriera della paura? Nasce da questo interrogativo un intimo e potente cortometraggio che accende i riflettori sulla dimensione più umana e complessa del conflitto israelo-palestinese, prendendo le mosse dalle preziose testimonianze raccolte sul campo dal giornalista Nino Orto.
Al centro della narrazione c’è un giovane palestinese di Tulkarem. Cresciuto all’ombra di una realtà trincerata e apparentemente immutabile, il protagonista sviluppa una profonda crisi esistenziale. Intorno a lui, le narrazioni del conflitto sono monolitiche, bidimensionali; dentro di lui, invece, si scatena una tempesta. Il cuore del film è proprio questo lacerante dilemma interiore: da un lato, il peso della lealtà verso la propria terra, la famiglia e le radici; dall’altro, un desiderio viscerale, quasi disperato, di autodeterminazione.
Un viaggio oltre i confini fisici e mentali
Per capire chi è veramente, Amal comprende di non potersi più accontentare di verità precostituite. Deve sfidare tutto ciò che gli è stato insegnato. Inizia così un percorso audace e pericoloso che lo spingerà a compiere l’atto più sovversivo possibile in una terra divisa: guardare dall’altra parte del muro.
“Attraversare la barriera non è solo un atto fisico, ma un salto nel vuoto psicologico. Significa decostruire l’immagine del ‘nemico’ per scoprirne, forse per la prima volta, l’umanità” – dichiara Roberta Colombo, scrittrice, regista e produttrice del cortometraggio con Next Video Trailer. “Con Amal ho voluto proprio fare questo: evidenziare il lato umano del conflitto e la sua universalità attraverso temi come la libertà personale e di scelta, ma anche esplorare quei muri che tutti noi, inconsciamente, ci portiamo dentro.Oggi esistono strumenti AI capaci di generare scene complete, ma tutto ciò che accade prima della scrittura di un prompt è un processo totalmente umano: una buona storia, prima di essere tradotta in immagini, deve essere pensata, immaginata e vissuta. L’AI collabora ed esegue, ma se questo corto emoziona è perché l’emozione nasce da chi lo ha creato. Mi viene in mente la storia di Pinocchio: nasce da un pezzo di legno, è artificiale, eppure qualcosa lo rende vivo. Quel qualcosa è Geppetto, cioè tutto ciò che di umano viene trasferito nella creazione. C’è sempre un po’ di Geppetto dentro ogni cosa che facciamo, anche quando usiamo l’AI”
Roberta Colombo
L’opera si propone quindi come un superamento dei canoni narrativi tradizionali con cui spesso si racconta il Medio Oriente, offrendo una prospettiva inedita e necessaria.
“Credo che ci sia bisogno di sperimentare nuove forme di comunicazione ed esplorare nuovi punti di vista rispetto al conflitto israelo-palestinese. È per questo che nel corto cerchiamo di mettere in risalto prospettive poco note o molto spesso ignorate” -afferma l’autore Nino Orto. “Amal non vive a sé stante, ma è un tassello fondamentale di un disegno più ampio che, insieme al libro e al progetto multimediale ‘L’altra parte del muro: dal 7 Ottobre a Gaza’, ha l’obiettivo di squarciare il velo della polarizzazione e documentare la complessità di una terra contesa. Attraverso linguaggi diversi – dalla narrativa alle installazioni video e fotografiche, fino alla cinematografia – si mira infatti a restituire dignità alle singole storie umane che troppo spesso vengono cancellate dai social e dagli algoritmi.”
Nino Orto
Dal saggio allo schermo: le voci della terra contesa
Il cortometraggio non cerca risposte politiche facili o rassicuranti, ma fotografa con crudo realismo la vulnerabilità di una generazione intrappolata nella Storia e affamata di futuro. Questa urgenza narrativa affonda le sue radici direttamente nelle pagine del libro di Nino Orto, un mosaico di storie che restituiscono voce a chi vive quotidianamente la realtà della frammentazione e del conflitto. Una lettura fondamentale per comprendere la complessità umana e che le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale hanno trasformato in un racconto cinematografico universale sulla ricerca del sé.
Per approfondire le storie e i contesti che hanno ispirato il cortometraggio, il libro “Israele-Palestina. Voci di una terra contesa” è disponibile su Amazon.
SCHEDA TECNCA
Titolo: AMAL
Regia e Screen Play: Roberta Colombo, Nino Orto
Tratto dal libro:“Israele-Palestina. Voci di una terra contesa” di Nino Orto (LoGisma edizioni)
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