Secondo una relazione del Washington Post trapelata in questi giorni, i servizi di intelligence israeliani e statunitensi avrebbero lavorato insieme per individuare lo storico capo militare di Hezbollah, Imad Mughniyeh, poi assassinato a Damasco nel 2008

(di Redazione) Secondo il quotidiano israeliano progessista “Haaretz” il periodo di calma che ha caratterizzato le alture del Golan per 40 anni è ormai concluso, così come la relativa tranquillità che ha regnato per otto anni al confine con il Libano. Il quotidiano, ha infatti evidenziato come gli eventi occorsi nell’ultimo periodo confermino una crescente presenza di combattenti antagonisti ad Israele sia al confine con il Golan siriano che nel territorio compreso all’interno delle fattorie di Shebaa, in Libano.

Secondo Amos Harel, analista militare citato da Haaretz, le “informazioni raccolte dall’intelligence israeliana indicano la volontà delle IRGC iraniane e degli Hezbollah di rafforzare la propria presenza sul confine con infrastrutture e corpi speciali, al fine di effettuare operazioni in Golan, tra cui l’utilizzo di cecchini, missili e razzi anticarro, nonchè attacchi di commando su posizioni dell’IDF o degli insediamenti di confine“.

L’analista ha inoltre spiegato come una relativa calma sembra essere tornata nel confine settentrionale, con il “conto in sospeso” con gli Hezbollah che si è concluso con la morte di un ufficiale israeliano e di un soldato. Nello stesso tempo, l’esperto israeliano, ha specificato come che gli eventi che hanno avuto luogo di recente, a partire dall’uccisione del generale iraniano e sei membri di Hezbollah da parte di Israele, costituiscono senza dubbio la fine di un periodo storico che ha caratterizzato fino ad oggi tutto il confine israeliano con la Siria.

Intanto, emergono nuovi dettagli sull’operazione che nel 2008 ha portato alla morte di Imad Mughniyeh, storico capo militare degli Hezbollah, e padre di Jehad Mughniyeh,anch’esso ucciso da Israele nella alture del Golan durante il raid del 18 gennaio scorso. Secondo una relazione del Washington Post trapelata in questi giorni, i servizi di intelligence israeliani e statunitensi avrebbero lavorato insieme per assassinare il capo militare degli Hezbollah. A riferirlo sono ex-funzionari americani che a condizione di anonimato hanno parlato con il quotidiano confermando il coinvolgimento della CIA nell’operazione.

Le fonti hanno  dichiarato al Washington Post come la CIA ed il Mossad abbiano monitorato per lungo tempo gli spostamenti di Mughniyeh a Damasco prima dell‘assassinio, e abbiano lavorato a stretto contatto per individuare il luogo dove la bomba doveva essere collocata. I funzionari hanno inoltre dichiarato come Israele abbia coinvolto per primo la CIA sull’operazione congiunta per uccidere Mughniyeh. “Gli Stati Uniti non erano preoccupati per il contraccolpo degli Hezbollah, perché era probabile che l’organizzazione desse la colpa ad Israele.

(di Redazione) Secondo il quotidiano israeliano progessista “Haaretz” il periodo di calma che ha caratterizzato le alture del Golan per 40 anni è ormai concluso, così come la relativa tranquillità che ha regnato per otto anni al confine con il Libano.